Si parla sempre di più di Instagram per aziende. Il business attorno all’ app passata sotto il controllo di Mark Zuckerberg è sempre più al centro di strategie di marketing. Al giorno d’oggi però, specie nel Bel paese, nella maggior parte dei casi non vi è nulla di pianificato e neanche fosse un assolo di jazz, è tutto improvvisato e con poca reale conoscenza di ciò che si sta usando. Un grosso errore, o quanto meno un’occasione sprecata.

Instagram c’è e va ponderato. Analizzato. Dalla macelleria sotto casa che vuol farsi un po’ di sana social pubblicità alla multinazionale, la app per la condivisione di foto e brevi video può. I dati sulla sua crescita parlano chiaro ma come sempre c’è un modo giusto e uno sbagliato per usufruirne. Oggi però, invece di elencare cosa dovreste fare, per una volta spieghiamo cosa è caldamente sconsigliabile per le aziende in una strategia marketing con Instagram:

  • tutta pubblicità solo pubblicità: difficile da credere, eppure ci sono moltissimi brand che sanno solo fare scatti del proprio prodotto e nulla di più. Uno statico immortalare il business senza nessuna voglia di dialogare con la propria clientela. Come ciò possa produrre ricavi, sarebbe davvero curioso scoprirlo
  • una cascata di hashtag: ancora peggio del punto 1. Una foto con un testo senza capo né coda ma 10-20 hashtag. Un elenco a dir poco anemico che dimostra chiaramente come l’unico vero interesse sia quello di farsi notare e non dare nulla. Così proprio non va
  • pubblicare in modo autistico: Instagram come gli altri social network sono prodotti di scambio e condivisione. Per un’azienda ancor più che per un utente è fondamentale commentare e regalare i propri mi piace alla comunità. Instagram non è pubblicità televisiva
  • pubblicare tanto per pubblicare: più che delle aziende è un problema generale/generalista italiano. I social network sono ancora visti con diffidenza e quindi spesso sbolognati allo stagista di turno che al massimo sa come postare su Facebook senza nessuna logica SEO. Niente di più sbagliato. Anche per Instagram ci vuole un piano dettagliato e messo nero su bianco
  • Instagram è come Facebook: ho citato quello più utilizzato. Anche in questo caso il bacino d’ignoranza è gigante e letale. Ogni canale social ha il suo linguaggio. Prima di investire soldi è consigliabile studiare e conoscere

È indubbio che vi siano settori commerciali che si sposino meglio su Instagram come viaggi e cibo, ma in realtà anche il contenuto in apparenza più noioso potrebbe rivelarsi una fonte di preziosi feedback per la propria attività. Ci sono a ogni modo dei passi o meglio comportamenti che l’azienda dovrebbe seguire:

  • iscriversi come azienda e non come persona
  • spontaneità
  • creatività
  • reale interesse a ciò che postano gli altri
  • foto personali

A scanso di equivoci sull’ultimo punto. Nessuno vuole qui sostenere che si debbano postare scatti troppo intimi ma non va dimenticato che dietro lo smartphone o iPhone che sia, c’è una persona e come tale, anche per una questione di correttezza, ci si dovrebbe un minimo presentare, rivelandosi. Mostrando il cuore che batte dietro il prodotto. Un esempio su tutti, il colosso del caffè nordamericano Starbucks:

  • le sue foto non sono mai banali
  • il prodotto c’è ma sempre ben inserito nello spazio
  • un esercito di persone seguono il brand e allo stesso tempo il suddetto segue quasi 2000 utenti
  • uno, due giorni al massimo e poi pubblica una nuova foto
  • pochi hashtag per foto

starbucks