Gestire la pagina Facebook di un’azienda oggi è sempre più importante. Si può capire molto di chi è e come ci si vuole rapportare col prossimo, e allo stesso tempo lei stessa può imparare molto dai propri utenti. La domanda però è: come gestirla e renderla al meglio? Se per i fedeli cattolici ci sono i 10 comandamenti, in modo analogo per il social network fondato da Mark Zuckerberg ci sono azioni consigliate e altre del tutto sconsigliate.

Cercando sempre una via di mezzo tra professionalità e comunicazione alla mano, ecco 10 azioni caldamente raccomandate per gestire al meglio una pagina Facebook:

  • Pianificazione: quando vi preparate per una partita a tennis immagino vi alleniate, fate jogging, provate colpi. In altre parole pianificate la vostra resistenza e preparazione. Prima di aprire una pagina Facebook è tassativo aver pianificato almeno i primi mesi. Avere un’idea precisa di cosa e come postare
  • Insight: alla stregua di Google Analytics, Facebook offre agli amministratori di pagine uno straordinario strumento che sono i dati relativi a visite, mi piace, orari di maggior condivisione, etc. La consultazione e analisi dei suddetti è l’altra faccia dei post. Quella senza la quale tutto il lavoro risulterebbe sguazzante nel dubbio
  • Quando: no, nessuno vi sta chiedendo di viaggiare nel tempo insieme a Doc e Marty, ma postare alle 9 del mattino di sabato non è come farlo alle 2 del pomeriggio di un giorno feriale. Ci sono orari ideali o comunque suggeriti, anche se, vedi Insight, ogni pagina poi potrebbe offrire nuovi elementi su cui riflettere e agire
  • Specifiche: bisogna tassativamente specificare fin da principio che cosa la pagina tratterà, evitando di farla diventare una scarica-umori come sempre più i profili fanno
  • Gruppi: gestire una pagina Facebook non significa solo limitarsi a postare, bisogna imparare a conoscere i propri likers e scoprire il modo di attirarne altri. Entrare come singolo in gruppi a tema per imparare, domandare senza fare pubblicità di cosa si reclamizza (per lo meno nei primi tempi) è un comportamento altamente consigliato
  • Versione mobile: al giorno d’oggi l’utenza si connette a Facebook più da mobile che non da desktop. Ciò significa che se il salto dal social network al vostro sito non si traducesse in un’esperienza positiva, rischiate di perdere tutto
  • Ads: una pagina e post virali da soli non bastano. Budget permettendo, vanno impostate campagne pubblicitarie a pagamento
  • Passaparola positivo: leggo ancora spesso di presunti esperti social che spacciano il motto “l’importante è che se ne parli”. Fatelo, fate parlare di voi male e poi contattatemi. Questa non è l’epoca del qualunquismo a distanza. Oggi chiunque può far valere la sua voce e il passaparola digitale è in grado di mettere in ginocchio anche una multinazionale
  • Blog: avere un blog nel proprio sito è fondamentale e Facebook è una delle migliori piattaforme per postare i suoi link. Mai esagerare. Un link alla settimana va bene.
  • Contenuti video-visual: i post devono andare in direzione video, immagini e infografiche. Il contenuto visual Facebookiano domina sulle parole (poche).

 

10 azioni da non fare su Facebook

  • Avere un profilo: può sembrare una banalità ma vi sorprendereste quanti ancora hanno un profilo aziendale e non una pagina. Un dato su tutti per scoraggiare questo comportamento (mal tollerato da Facebook stesso): il profilo arriva a 4999 amicizie, la pagina non ha limiti di like
  • Non rispondere: facciamocene una ragione. Non a tutti piacerà cosa postiamo. Ogni commento negativo non dovrà mai essere lasciato senza risposta. Sarebbe come ammettere che hanno ragione
  • Scurrilità: altra banalità. Di troll Facebook è pieno. Di gente che attacca perché non ha di meglio da fare il web è pieno. Ci vuole  sempre educazione e misura nel ribattere. Cedere a facili volgarità potrebbe significare la fuga dei capitali
  • Post monotematici: un social networker degno di questo nome sa bene che può postare formati diversi: testuali, link, immagini, infografiche, video. Se voi foste affamati e sulla tavola ci fossero tutte le migliori delizie, mangereste solo un succulento piatto di spaghetti o “assaggereste” anche pesce, carne, dolci, etc.?
  • Egocentrismo: non c’è cosa peggiore di una pagina che parli solo di sé. È molto importante condividere i contenuti degli altri. Magari pagine amiche, e ovviamente a tema. Una pagina di un’azienda di impianti di refrigerazione che condivide un post di un volo cancellato di qualche low cost rischia di sviare l’attenzione
  • Dimenticare l’obbiettivo: non siamo su Facebook come punizione divina né per fare amicizia. L’obiettivo deve sempre essere quello di trasformare innocenti visitatori in possibili clienti
  • Tempi brevi: volete ottenere successo dalla vostra pagina in due mesi? Si? Bene, è stato un piacere, arrivederci e grazie. Non siete degli scattisti ma dei maratoneti. Per ottenere un minimo di successo dalla Vostra pagina occorre impostare strategie nell’ordine dei mesi (vari)
  • Comprare “mi piace”: con la sua struttura Ads, Facebook consente di creare pubblicità estremamente mirate. Comprare mi piace per far vedere quanta “gente” ci segue è utile allo zero visto che nessuno di questi interessati poi commenterà o condividerà alcunché di vostro. E come se non bastasse, ci rimettete pure danaro.
  • Tutti hanno una pagina Facebook: siamo nell’ era dell’omologazione ed è per questo che è ancora più importante mostrare personalità. Il fatto che tutti abbiano una pagina Facebook non significa nulla. Se avete competenze, aprite, gestite o affidate a terzi. Se non lo siete o non avete nessuno, evitate.
  • Dettagli: la foto del profilo deve essere il logo aziendale. Peccare di informazioni (sito, numeri di telefono, persona di riferimento, etc.) trasmetterà insicurezza e poca voglia di mostrarsi realmente