Facebook, Twitter, Google Plus e anche LinkedIn. Oggi il marketing online passa tassativamente per la strada dei social network. C’è di più. Nell’epoca per eccellenza del visual content c’è un nuovo e fulgido protagonista. Un soggetto che nel 2015 le aziende non si possono più permettere di ignorare. Il suo nome è Instagram.

A neanche due anni dalla sua nascita, Mark “Facebook” Zuckerberg staccò un generoso assegno da 1 miliardo di dollari per diventare il nuovo proprietario di Instagram, app per la condivisioni delle immagini e video brevi. Per molti la cifra venne giudicata esagerata, da alcuni (temerari) fu perfino deriso, eppure il “genietto” informatico di White Plains in più di un’occasione aveva dimostrato di saperci vedere lungo, o meglio lontano, andando a intercettare in anticipo i gusti della gente. E come per “magia”, a fine 2014 il valore di Instagram era già passato a 35 miliardi, facendola diventare l’applicazione di photo-sharing più diffusa al mondo.

Dopo una prima fase di studio, oggigiorno sempre di più si parla di fare marketing con Instagram. E non potrebbe essere altrimenti visto che gli utenti attivi hanno già sfondato il muro dei 300 milioni. Ma non è solo una questione di numeri, ma di come questi operano. La lezione d’altronde è la stessa delle pagine Facebook. Avere 10.000 followers inoperosi che dispensano qualche sporadico “like” senza mai commentare, non serve a nulla ed è meglio avere anche solo 20 “mi piace” realmente interessati. Un grande punto di forza di Instagram è proprio questo. Gli Instagrammers sono una comunità attiva, molto più dei “cinguettatori”. Un dato su tutti; ogni giorno vengono rilasciati 2,5 bilioni di like.

I follower e influencer vari vanno però intercettati e conquistati. E come si fa? Un ruolo a dir poco cruciale per chiunque voglia cimentarsi con il cosiddetto Instagram Marketing sono gli hashtag. Non solo questi permettono di rendere virale il proprio scatto ma rappresentano un’autentica autostrada per chiunque voglia eseguire fondamentali ricerche di mercato non solo per i propri fini, ma soprattutto rivolte ai competitors. In tempi recenti sono stati individuati 38 tipi di nicchie di mercato, ciascuna con i 7 hashtag ideali da utilizzare. Si va da quelle più comunemente popolari  (#photooftheday, #instadaily, #picoftheday, #instacool) ai colleghi rivolti allo specifico ambito SEO come #marketing, #optimization, #googlesearch, #webtraffic, #content, etc.

Il cibo è una delle categorie maggiormente Instagrammate, logico dunque che anche per la suddetta vi siano hashtag specifici fra i quali #freshfoods, #foodporn, #healthydinner e #foodie. Non sono da meno i “viaggi (travel) e l’ambito matrimoniale. Per il primo vanno molto #travelgram, #travelfriendly, #thegoodlife, #cruise mentre per la dimensione nozze si consiglia #weddingwednesday, #bridalparty, #bridetobe, #weddinginvitations, #weddingregistry, #dreamwedding e #shesaidyes.

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Su Facebook è attiva la community/gruppo pubblico, Instagramers Italia, dedicato appunto agli appassionati di Instagram e di Mobile Photography; a oggi, maggio 2015, conta già più di 4500 membri. L’aspetto molto interessante è che una volta accettata la propria iscrizione da parte dei fondatori si potrà avere sotto mano tutte le principali novità sul mondo di Instagram (vedi la recente aggiunta dei tre nuovi filtri Lark, Reyes e Juno) e marketing. Proprio qualche giorno fa, lunedì 18 maggio, si è parlato di pubblicità. Andando sul proprio profilo, una volta cliccato su opzioni ( i tre puntini verticali in alto a destra), la prima voce di INFORMAZIONI riguarda proprio le “inserzioni”, di cui viene data una prima panoramica generale.  E se ciò non bastasse, è già uscito un libro specifico sull’argomento: “Instagram Marketing – Immagini, brand, community, relazioni per il turismo, eventi (2015, Hoepli Editore), di Ilaria Barbotti, consulente nella comunicazione digitale e social.

Ma è davvero così fondamentale per un’azienda operare con Instagram? Un si in assoluto sarebbe una risposta alquanto sconveniente. Ciò di cui si può assolutamente essere certi è che ci sono alcuni settori che si sposano meglio (Turismo, valorizzazione del territorio – prodotti, eventi) anche se, a ben guardare gli account di certi colossi, quanto meno a seguaci non hanno bisogno di tante spiegazioni. Alla 49° edizione del Vinitaly – il Salone Internazionale del vino e dei distillati (22-25 marzo), sugli eleganti stand hanno cominciato a comparire le icone social, e Instagram ovviamente era lì, in prima fila a brillare.

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I giovani sono il futuro del business. Pensare ai loro bisogni significa avere investimenti che ritorneranno. Oggi, oltre il 30 per cento dei teen ha un account Instagram. Un valore questo quasi raddoppiato nel giro di due anni (praticamente da quando Mark ci ha messo le mani e la testa). Non è un modo di dire che ormai la gente fa le foto solo per metterle su Instagram. Questo significa che chiunque sia presente non solo racconta di sé, ma dice apertamente ciò che gli interessa. E questo le aziende lo hanno capito bene.